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L'ODIO NON RISOLVE: UNA CAMPAGNA SOCIAL PER DIRE BASTA AL HATE SPEECH ON LINE

2022-02-19 08:44

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L'ODIO NON RISOLVE: UNA CAMPAGNA SOCIAL PER DIRE BASTA AL HATE SPEECH ON LINE

La campagna social "l'odio non risolve" (#lodiononrisolve) vuole fare riflettere non solo, sui danni provocati su migranti e rifugiati, vittime dell'hate speech

Il 20 febbraio saranno due anni esatti da quando è stato scoperto il primo paziente italiano contagiato dal Covid-19.
E in questi due anni ha preso forza un altro virus, quello dell’odio: siamo impoveriti, impauriti, la “coperta” sociale sembra più corta e la torta sempre più piccola, e quindi… non c’è posto per tutti. Con il tempo, si sta creando una contrapposizione via via più netta tra “noi che andiamo aiutati (e colpevole il governo se non lo fa) e loro che non ne hanno il diritto (e colpevole il governo se solo si azzarda a concederglielo, quel diritto)”. Loro…sono sempre loro, i diversi da noi, prima di tutto i migranti e i rifugiati.
, l’ vuole rilanciare l’attenzione sulla gravità della diffusione dei messaggi di odio, verso tutti, ma in particolare nei confronti di e , da anni additati come primo capro espiatorio. Un , alimentando la propria rabbia e negatività, avvelando la comunità nella quale tutti viviamo. La campagna () inizia sabato 19 febbraio, con una prima serie di documenti esplicativi sull’odio online, e da domenica 20 febbraio, a due anni esatti dalla scoperta del primo caso di Covid-19 in Italia, diffonderemo una serie di storie per contrastare la narrativa di odio rivolta ai migranti e rifugiati. Per aderire alla nostra campagna basta seguire la nostra e/o  il nostro hashtag e rilanciare i messaggi sui propri profili, arricchendoli con contenuti personalizzati. Ogni giorno ci saranno storie e documenti diversi, grazie al contributo di tanti partner ed amici…stay tuned!

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Il 20 febbraio saranno due anni esatti da quando è stato scoperto il primo paziente italiano contagiato dal Covid-19. E in questi due anni ha preso forza un altro virus, quello dell’odio: siamo impoveriti, impauriti, la “coperta” sociale sembra più corta e la torta sempre più piccola, e quindi… non c’è posto per tutti. Con il tempo, si sta creando una contrapposizione via via più netta tra “noi che andiamo aiutati (e colpevole il governo se non lo fa) e loro che non ne hanno il diritto (e colpevole il governo se solo si azzarda a concederglielo, quel diritto)”. Loro…sono sempre loro, i diversi da noi, prima di tutto i migranti e i rifugiati. Prima che l’odio online si possa trasformare in conflitto aperto e violenza, l’Associazione Neos Kosmos vuole rilanciare l’attenzione sulla gravità della diffusione dei messaggi di odio, verso tutti, ma in particolare nei confronti di migranti e rifugiati, da anni additati come primo capro espiatorio. Un odio che offende e umilia non solo chi lo riceve, ma danneggia anche chi lo diffonde, alimentando la propria rabbia e negatività, avvelando la comunità nella quale tutti viviamo.
La campagna () inizia sabato 19 febbraio, con una prima serie di documenti esplicativi sull’odio online, e da domenica 20 febbraio, a due anni esatti dalla scoperta del primo caso di Covid-19 in Italia, diffonderemo una serie di storie per contrastare la narrativa di odio rivolta ai migranti e rifugiati. Per aderire alla nostra campagna basta seguire la nostra e/o  il nostro hashtag e rilanciare i messaggi sui propri profili, arricchendoli con contenuti personalizzati. Ogni giorno ci saranno storie e documenti diversi, grazie al contributo di tanti partner ed amici…stay tuned!

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Il 20 febbraio saranno due anni esatti da quando è stato scoperto il primo paziente italiano contagiato dal Covid-19. E in questi due anni ha preso forza un altro virus, quello dell’odio: siamo impoveriti, impauriti, la “coperta” sociale sembra più corta e la torta sempre più piccola, e quindi… non c’è posto per tutti. Con il tempo, si sta creando una contrapposizione via via più netta tra “noi che andiamo aiutati (e colpevole il governo se non lo fa) e loro che non ne hanno il diritto (e colpevole il governo se solo si azzarda a concederglielo, quel diritto)”. Loro…sono sempre loro, i diversi da noi, prima di tutto i migranti e i rifugiati. , l’ vuole rilanciare l’attenzione sulla gravità della diffusione dei messaggi di odio, verso tutti, ma in particolare nei confronti di e , da anni additati come primo capro espiatorio. Un , alimentando la propria rabbia e negatività, avvelando la comunità nella quale tutti viviamo. La campagna L'ODIO NON RISOLVE (qui il comunicato stampa) inizia sabato 19 febbraio, con una prima serie di documenti esplicativi sull’odio online, e da domenica 20 febbraio, a due anni esatti dalla scoperta del primo caso di Covid-19 in Italia, diffonderemo una serie di storie per contrastare la narrativa di odio rivolta ai migranti e rifugiati.
Per aderire alla nostra campagna basta seguire la nostra e/o  il nostro hashtag e rilanciare i messaggi sui propri profili, arricchendoli con contenuti personalizzati. Ogni giorno ci saranno storie e documenti diversi, grazie al contributo di tanti partner ed amici…stay tuned!

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Il 20 febbraio saranno due anni esatti da quando è stato scoperto il primo paziente italiano contagiato dal Covid-19. E in questi due anni ha preso forza un altro virus, quello dell’odio: siamo impoveriti, impauriti, la “coperta” sociale sembra più corta e la torta sempre più piccola, e quindi… non c’è posto per tutti. Con il tempo, si sta creando una contrapposizione via via più netta tra “noi che andiamo aiutati (e colpevole il governo se non lo fa) e loro che non ne hanno il diritto (e colpevole il governo se solo si azzarda a concederglielo, quel diritto)”. Loro…sono sempre loro, i diversi da noi, prima di tutto i migranti e i rifugiati. , l’ vuole rilanciare l’attenzione sulla gravità della diffusione dei messaggi di odio, verso tutti, ma in particolare nei confronti di e , da anni additati come primo capro espiatorio. Un , alimentando la propria rabbia e negatività, avvelando la comunità nella quale tutti viviamo. La campagna () inizia sabato 19 febbraio, con una prima serie di documenti esplicativi sull’odio online, e da domenica 20 febbraio, a due anni esatti dalla scoperta del primo caso di Covid-19 in Italia, diffonderemo una serie di storie per contrastare la narrativa di odio rivolta ai migranti e rifugiati. Per aderire alla nostra campagna basta seguire la nostra pagina Facebook e/o  il nostro hashtag #lodiononrisolve e rilanciare i messaggi sui propri profili, arricchendoli con contenuti personalizzati. Ogni giorno ci saranno storie e documenti diversi, grazie al contributo di tanti partner ed amici…stay tuned!

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Il 20 febbraio saranno due anni esatti da quando è stato scoperto il primo paziente italiano contagiato dal Covid-19. E in questi due anni ha preso forza un altro virus, quello dell’odio: siamo impoveriti, impauriti, la “coperta” sociale sembra più corta e la torta sempre più piccola, e quindi… non c’è posto per tutti. Con il tempo, si sta creando una contrapposizione via via più netta tra “noi che andiamo aiutati (e colpevole il governo se non lo fa) e loro che non ne hanno il diritto (e colpevole il governo se solo si azzarda a concederglielo, quel diritto)”. Loro…sono sempre loro, i diversi da noi, prima di tutto i migranti e i rifugiati. , l’ vuole rilanciare l’attenzione sulla gravità della diffusione dei messaggi di odio, verso tutti, ma in particolare nei confronti di e , da anni additati come primo capro espiatorio. Un , alimentando la propria rabbia e negatività, avvelando la comunità nella quale tutti viviamo. La campagna () inizia sabato 19 febbraio, con una prima serie di documenti esplicativi sull’odio online, e da domenica 20 febbraio, a due anni esatti dalla scoperta del primo caso di Covid-19 in Italia, diffonderemo una serie di storie per contrastare la narrativa di odio rivolta ai migranti e rifugiati. Per aderire alla nostra campagna basta seguire la nostra e/o  il nostro hashtag e rilanciare i messaggi sui propri profili, arricchendoli con contenuti personalizzati. Ogni giorno ci saranno storie e documenti diversi, grazie al contributo di tanti partner ed amici…stay tuned!
#lodiononrisolve
#bastaodio #iononodio #norazzismo #nohatespeech #nohate

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